LA BASILICA DI SAN PIETRO RITORNA AL SUO ANTICO SPLENDORE

“I lavori di restauro della facciata di San Pietro giungono al loro termine. Si era preso tale impegno per dimostrare ai pellegrini che arriveranno a Roma il più bel biglietto da visita che li potesse accogliere: la facciata riportata al suo iniziale splendore”. Così ha detto il card. Virgilio Noè, Arciprete della Patriarcale Basilica Vaticana e Presidente della Fabbrica di San Pietro, nel corso della conferenza stampa che si è svolta questa mattina presso la Sala Stampa Vaticana per annunciare la conclusione dei lavori di restauro e conservazione della facciata della basilica che hanno interessato una superficie di 7000 metri quadrati. L’intervento, iniziato nel marzo del’97 ed eseguito dalla Fabbrica di San Pietro in collaborazione con l’Eni, ha richiesto il lavoro congiunto di 150 scienziati, tecnici e restauratori. “Chi lavorava sapeva di farlo non per un edificio qualsiasi, ma per la casa di Dio”, ha aggiunto Noè. Base di partenza, la “diagnosi dello stato della facciata e delle cause del suo degrado” ha raccontato Vittorio Mincato, amministratore delegato dell’Eni, per procedere poi alla pulitura del travertino con una tecnica a getto che ha consentito di “preservare gli strati di coloritura”. Dopo le 50 mila stuccature necessarie, è stata stesa una “patinatura su alcune parti degli scialbi (coloriture, ndr) ammalorati” ha spiegato il dirigente tecnico della Fabbrica di san Pietro, Sandro Benedetti, che, in risposta alle polemiche sorte nei giorni scorsi, ha fatto chiarezza sullo scopo del restauro conservativo”mirato a riconquistare la bellezza e la ricchezza plastica della composizione”, nel rispetto “dell’istanza storica” e di “quella estetica”, suoi assi portanti.