“Luogo simbolico di comunicazione sociale e di relazione planetaria”, “evento insolito di riconoscimento interreligioso e interculturale”, ma anche rivelatore “dell’indole contraddittoria e instabile dell’uomo” e immagine “dell’eterno errare in cerca di una dimora migliore”. Così mons. Carlo Mazza, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale dello sport, del turismo e del tempo libero, definisce il fenomeno del turismo di massa in una nota scritta in occasione della XX Giornata mondiale del Turismo che si celebra domani. Il tema della Giornata, “Il turismo strumento di protezione del patrimonio mondiale per il nuovo millennio”, viene ripreso nella nota di mons. Mazza sul prossimo numero del Sir che esprime preoccupazione per il rischio che il turismo di massa si traduca in “un’implosione massiccia su un territorio privo di difese”. “Dal mondo dell’economia e della politica, dal mondo del sapere e della scuola ” prosegue la nota “devono emergere segni di nuova consapevolezza e di responsabilità circa la “protezione” del patrimonio, ma “insieme urge riproporre una svolta culturale” attraverso la promozione di una “basilare campagna di educazione al turismo” e “una legislazione che sappia custodirlo e proteggerlo dalla vanità di un’utilizzazione sconsiderata”. “L’impegno della Chiesa – conclude Mazza – è rivolto soprattutto ad incrementare le consapevolezze e il senso di responsabilità, sia individuale che istituzionale”.” “” “