“Non si può prescindere dall’accordo sulla giustificazione tra la Chiesa cattolica e quella luterana per una corretta comprensione anche del tema delle indulgenze”. A sostenerlo è don Elio Bromuri, studioso di ecumenismo e di dialogo interreligioso, in una nota che verrà pubblicata domani sul Sir. “Considerando che il cammino verso la piena unità dei cristiani non può basarsi sulla soppressione delle tradizioni che si sono formate nel corso dei secoli all’interno delle varie confessioni cristiane, quanto piuttosto a partire da una nuova comprensione di esse, – scrive Bromuri – si rende necessario che anche il tema delle indulgenze venga ricompreso. Deve essere ricollocato e riletto alla luce della ecclesiologia del Concilio Vaticano II e nel contesto del dialogo ecumenico che si è sviluppato nella seconda metà del nostro secolo”. “Non si può dimenticare – afferma lo studioso – che da parte cattolica e da parte luterana è stato raggiunto un accordo sulla “giustificazione” con un documento che sarà firmato ufficialmente alla fine di ottobre”. Nel testo si afferma che “la dottrina della giustificazione come è compresa dalle due Chiese non può essere considerata motivo di reciproca scomunica come ai tempi di Lutero e vengono dettagliatamente spiegati i motivi”. “Basti inoltre ricordare – continua Bromuri – che le indulgenze sono offerte e non prescritte ed appartengono ad una forma di pedagogia, che la Chiesa ritiene utile ed opportuna”. Un cammino, quello delle indulgenze, che ad avviso di mons. Bromuri “oggi è giunto ad una così ampia elencazione delle condizioni previste per l’acquisto di esse che si può fare l’ipotesi che nulla viene escluso di quanto rientra nella prassi della vita cristiana fedelmente vissuta”. Dal punto di vista pastorale sembra pertanto opportuno puntare su questi temi piuttosto che sulle singole indicazioni pratiche che rischiano di essere banalizzate, come hanno fatto alcuni mezzi di comunicazione sociale.” ” “” “” “