LA FIDAE A D’ALEMA: “VERSO LA PARITÀ CON UN IMPEGNO NON CASUALE”

“Non si tratta di dare soldi alle scuole non statali, ma di darli alle famiglie mettendole in grado di compiere davvero in libertà la scelta della scuola per i propri figli”: così ha detto al Sir, p. Antonio Perrone, presidente nazionale della Fidae (Federazione di attività educative), all’indomani dell’incontro del premier D’Alema, con gli studenti del liceo “Virgilio” di Roma. Ieri, il presidente del consiglio – così riferiscono alcuni girnali – ha ribadito agli studenti che con la legge sulla parità “non diamo una lira alle scuole private, sosteniamo con un contributo economico le famiglie a basso reddito che molto di rado mandano i figli alla scuola privata”. “E’ proprio questo il punto – replica p. Perrone – molti nostri genitori sono contrari che lo Stato dia una lira alle scuole, vogliono invece il buono-scuola alle famiglie. Noi sosteniamo questa prospettiva. Certo che, con le borse di studio di 500 mila lire, la legge ha tutta l’aria di aver fatto un buco nell’acqua. Meglio sarebbe stato fissare un tetto, poniamo di 5 milioni, con il rimborso alle famiglie richiedenti delle spese effettivamente documentate”. Secondo il presidente della Fidae, occorre comunque non perdere di vista il risultato finale a cui puntare: “Il contributo dello Stato deve essere dato non solo alle famiglie con basso reddito, ma a tutte. Se il cammino è graduale in questa direzione, a noi va bene. Chiediamo solo l’impegno che sia una gradualità non casuale, ma programmata”. Circa il dibattito parlamentare sul riordino dei cicli, p. Perrone ritiene che il percorso sia positivo. “In Europa l’obbligo formativo fino a 18 anni è quasi ovunque la norma e quindi ci allineeremmo. Quanto all’accorpamento dei sette anni tra elementari e medie, la riduzione di un anno ‘alla base’ del cammino formativo ci sembra più opportuna che al ‘vertice’ dove ci sono problemi di specializzazione”.