PASSIONISTI, IL GOVERNO BULGARO ‘RIABILITA’ MONS. EUGENIO BOSSILKOV

Annullata dopo quasi 50 anni la sentenza con condanna a morte di mons. Eugenio Bossilkov, vescovo passionista di Nicopoli in Bulgaria, accusato dal regime stalinista bulgaro di spionaggio. Lo rende noto la Curia generalizia dei padri passionisti che nei giorni scorsi ha ricevuto dal card. Achille Silvestrini, Prefetto della Congregazione delle Chiese Orientali, una copia della sentenza della suprema corte di Cassazione della Repubblica di Bulgaria dove si accoglie la proposta del Procuratore generale della Repubblica di abolire la condanna che era stata causa della fucilazione del presule l’11 novembre 1952. La decisione dei Giudici della Corte suprema – si legge in una nota dei padri passionisti – riconosce che “sotto la maschera dei giustizia il processo non era altro che una manifestazione di repressione di persone che la pensavano diversamente” e “lo scopo era quello di distruggere la Chiesa cattolica colpendola nei suoi più alti rappresentanti”. “Oggi, invece, – dichiara al Sir padre Giovanni Zubiani, della Curia generalizia – la cassazione di questa condanna che colpì il vescovo beatificato da Giovanni Paolo II il 15 marzo 1998, è l’ultimo evento del dialogo costruttivo tra la Repubblica bulgara e la Chiesa cattolica in Bulgaria. Dopo tanti anni in cui non si è potuto manifestare un culto libero la chiesa ha bisogno di dare fiducia e speranza a molta gente ancora impaurita dai ricordi del passato. Assistiamo ad un risveglio di vocazioni e molti posti lasciati da sacerdoti imprigionati e uccisi oggi sono occupati da padri passionisti”.