“Denunciare la mancanza di informazioni in Europa e in America sugli effetti devastanti della contaminazione radioattiva dell’aria, provocata dall’utilizzo di armi all’uranio nella guerra del Golfo e in quella dei Balcani”: questo, spiega padre Jean-Marie Benjamin, della Fondazione “Beato Angelico”, l’obiettivo principale della conferenza-dibattito tenuta oggi pomeriggio, ad Assisi, sul tema “Iraq-Kosovo. Armi all’uranio impoverito, contaminazione delle popolazioni e dell’ambiente”. “In Iraq – informa padre Benjamin – dal 1991 ad oggi sono state lanciate oltre 135 mila tonnellate di bombe e più di 940 mila proiettili all’uranio impoverito, con tragiche conseguenze di contaminazione radioattiva. La Nato, inoltre, dopo averlo negato per settimane, ha riconosciuto l’utilizzo di armi all’uranio impoverito anche sui Balcani”. Dopo un viaggio in Iraq nel ’98, padre Benjamin ha deciso di realizzare un’inchiesta sull’utilizzo delle armi all’uranio impoverito sperimentate dalle forze armate dell’Inghilterra, della Francia e degli Stati Uniti durante la guerra del Golfo: l’iniziativa ha prodotto un libro e un documentario dal titolo “Iraq; genesi nel tempo”, che verrà presentato oggi nel corso della conferenza stampa, durante la quale è previsto, tra gli altri, l’intervento del vescovo di Assisi, Sergio Goretti, che parlerà del prossimo viaggio del Papa in Iraq. ” “” “