Fuggire dal rischio della rassegnazione per poter dire “non sono vissuto inutilmente”. Studiare “a fondo” e “seriamente” sui libri e nella vita per accorgersi della “inconsistenza di tanti miti, di tanti modelli insistentemente offerti”. Cercare dentro di sé per trovarvi la “nostalgia di felicità vera, di libertà autentica, di dignità rispettata”. E’ quanto mons. Giuseppe Chiaretti, arcivescovo di Perugia, ha proposto ai giovani nell’omelia che ha tenuto ieri nella giornata che il IV Congresso eucaristico diocesano ha dedicato a loro. “Non è più tempo – ha detto l’arcivescovo – di starcene pigramente spaparacchiati sulla spiaggia della vita a sorbettarci ogni goccia di piacere. La vita è un compito, non un lusso; è un dono continuamente ricevuto (Dio ci crea continuamente!), non una pretesa o una sicurezza”. L’arcivescovo ha prospettato ai giovani lo stile di vita dei santi e dei “volontari della solidarietà gratuita”, di coloro cioè che “amano coniugare la gioia dell’esistenza con le fatiche della responsabilità”. “Cari giovani – ha proseguito mons. Chiaretti – forse queste riflessioni vi sembreranno scontate. Ma la vostra vita è una sola, ed è anche breve, e se la sciupate, la sciupate per sempre”.” “L’arcivescovo ha infine invitato i giovani a ricevere frequentemente l’Eucarestia e a fare festa la domenica, rispettando “il giorno di Dio”. “Non fatevi abbagliare da tanti miti – ha concluso l’arcivescovo – rendendo la domenica tempo perduto, tempo rovinato, fatti sempre più poveri da tante droghe usate dal potere per togliervi coscienza”.” “