“Un sesto della popolazione mondiale, quasi un miliardo di persone, per la maggior parte donne, entreranno nel XXI secolo incapaci di leggere un libro, di scrivere il proprio nome, di compilare un modulo in banca o alla posta e tanto meno di usare un computer. Costoro vivranno in condizioni ancora più disperate delle attuali, soprattutto per ciò che riguarda la casa, il lavoro, la salute”: lo ha detto al Sir don Gabriele Fantinati, consigliere di presidenza dell’Opam (Opera di promozione dell’alfabetizzazione nel mondo), in occasione della XXXIII Giornata internazionale dell’alfabetizzazione, che si celebrerà mercoledì 8 settembre. “Alle cifre sugli adulti – aggiunge il sacerdote – occorre sommare i 130 milioni di bambini che, secondo l’Unicef, sono attualmente esclusi dall’istruzione di base, senza contare gli altri milioni che ricevono un’istruzione a livello scadente, in aule sovraffollate, fatiscenti, anguste o sotto un albero”. Secondo l’Opam, anche se si registra una diminuzione percentuale del numero degli analfabeti, in cifre assolute l’analfabetismo sembra destinato a crescere, specie nei paesi più poveri dell’Asia Meridionale (49,8%), Africa (43,2%) e anche America Latina (13,4%). Le donne risultano particolarmente svantaggiate: costituiscono infatti il 64% degli analfabeti dei paesi in via di sviluppo. L’Opam sostiene con le sue campagne decine di micro-progetti di alfabetizzazione: dal gennaio scorso ne ha finanziati 75 per un totale di quasi mezzo miliardo di lire, oltre a inviare fondi per il sostegno scolastico a distanza.