“La tristissima vicenda dei bambini seviziati ha portato di nuovo in evidenza una mentalità nei confronti del male che acquista sempre più audience e che rende patetici e inefficaci – quando non drammaticamente comici – i propositi di contrastarlo”, afferma don Tonino Lasconi, parroco e scrittore, in una nota che verrà pubblicata sul prossimo numero del Sir. “E’ la mentalità – prosegue il sacerdote – che consiste nel considerare il male non qualcosa che va contrastato sempre e fin dalla radice ma soltanto quando assume aspetti fastidiosi, grossolani, maleducati. Se conservasse sempre una buona dose di bon ton, nel male non ci sarebbe niente di male. Anzi, non esisterebbe proprio. Perché il male di per sé non esiste. Infatti, se esistesse, si tornerebbe alla vecchia storia che alcune cose si possono fare e altre no. Con la conseguenza inevitabile che qualcuno si arrogherebbe il diritto di stabilire cosa bisogna fare e cosa no. E questo qualcuno potrebbe essere la religione, magari il cristianesimo, magari il Papa”.” “”Se uno si droga, con discrezione, in salotto buono – prosegue – che male c’è? Il guaio comincia quando il drogato si mette a scippare le vecchiette, che poi finiscono per terra e magari ci rimangono. Se uno, con discrezione e senza dare fastidio a nessuno, fa sesso come vuole, quando vuole con chi vuole, che male c’è? Niente!” (segue)” “