MONDIALIZZAZIONE E DIRITTI UMANI: NE DISCUTONO GLI ISTITUTI SECOLARI

Si sono conclusi ieri a Roma i lavori del congresso indetto dalla Cmis (la Conferenza mondiale degli Istituti Secolari), sul tema “La mondializzazione dell’economia – I diritti umani”. Vi hanno partecipato 420 persone, provenienti da 46 paesi, in rappresentanza di 151 istituti. Nel mondo gli istituti riconosciuti dalla Chiesa sono 206, suddivisi in laicali e sacerdotali, di diritto diocesano e pontificio, maschili e femminili. Durante l’udienza concessa ai partecipanti a Castelgandolfo, Giovanni Paolo II ha sottolineato l’importanza della formazione per i consacrati secolari in vista di un’autentica testimonianza evangelica. Anche per Emilio Tresalti, presidente della Cmis, i temi affrontati al congresso rimandano al “fine degli Istituti secolari che è quello di contribuire alla salvezza del mondo, tramite una presenza e testimonianza evangelica seria e credibile”. Riconosciuti nel 1947 da Papa Pio XII, questi istituti sono – ad avviso di Tresalti – “ancora nella loro fase iniziale”. La francese Gabrielle Lachance, che ha proposto una relazione metodologica sulla formazione, ha ricordato che “le sfide della globalizzazione e dei diritti umani chiamano in causa i consacrati secolari. E’ perciò importante cercare percorsi formativi comuni che siano propizi a questo genere di vocazione e missione”. Il precedente congresso mondiale si era svolto a San Paolo del Brasile nel 1996 sul tema “gli Istituti Secolari verso il Terzo Millennio”.