MIGRANTES: “NO” ALLA PAURA DEGLI ZINGARI

La gente ha paura degli zingari e contro la paura non ci sono ragionamenti che tengano”. E’ quanto afferma don Piero Gabella, responsabile dell’Ufficio nazionale per la pastorale dei Rom e dei Sinti della Fondazione Migrantes, presentando l’annuale convegno dell’Ufficio che si apre domani a L’Aquila (fino al 3 settembre). L’unica strada per eliminare i pregiudizi contro i nomadi, sostiene don Gabella, “è quella di approfondire i contenuti e le motivazioni della propria fede. E’ un grande cammino di ricerca. Il primo passo è credere davvero nei valori della fraternità, della paternità di Dio, dell’uguaglianza, a tal punto da saper andare contro corrente quando la stampa o i media ci presentano una realtà così difficile da far venire alla gente la voglia della pena di morte. A noi cristiani spetta testimoniare che questa non è la soluzione dei problemi, ma testimoniarlo perché lo si è sperimentato”. Un atteggiamento, questo, che per il sacerdote “non si può imporre ma che va fatto maturare nelle nostre comunità, perché è l’unica premessa per favorire la crescita di un atteggiamento sociale più equilibrato nei confronti di Rom e Sinti”. La Chiesa, spiega don Gabella, vuole “dare dignità al modo di vivere degli zingari”, come dimostrano le 13 comunità formate da laici, sacerdoti e religiose che vivono quotidianamente in mezzo ai nomadi nelle loro roulottes. In Italia, prosegue il sacerdote, “tutte le minoranze hanno paradigmi più o meno simili al nostro, mentre il paradigma degli zingari è completamente diverso. Siccome tale stile di vita non giova ai nostri scopi sociali – il consumo, il lavoro, la produzione – è più semplice esorcizzarlo declassandolo, invece di tentare di capirlo e di dargli spazio all’interno della società”. ” “” “