Giovanni Paolo II è intervenuto questa mattina al 18° congresso internazionale della società dei trapianti, in corso a Roma. “Ogni intervento di trapianto di organo – ha detto il Papa di fronte a migliaia di medici e scienziati di tutto il mondo – ha generalmente all’origine una decisione di grande valore etico: la decisione di offrire, senza ricompensa, una parte del proprio corpo, per la salute e il benessere di un’altra persona”. La donazione di organi, dunque, “si configura come un autentico atto d’amore”.” “”Di conseguenza – ha proseguito Giovanni Paolo II – ogni prassi tendente a commercializzare gli organi umani o a considerarli come unità di scambio o di vendita, risulta moralmente inaccettabile, poiché, attraverso un utilizzo ‘oggettuale’ del corpo, viola la stessa dignità della persona”. Questo aspetto, ha aggiunto, “ha un’immediata conseguenza di notevole rilevanza etica: la necessità di un consenso informato. La verità umana di un gesto tanto impegnativo richiede infatti che la persona sia adeguatamente informata sui processi in esso implicati, così da esprimere in modo cosciente e libero il suo consenso o diniego. L’eventuale consenso dei congiunti ha un suo valore etico quando manchi la scelta del donatore. Naturalmente, un consenso con analoghe caratteristiche dovrà essere espresso da chi riceve gli organi donati”. (segue)” “