LA BEATIFICAZIONE DI GIOVANNI XXIII

“Giovanni XXIII è stato certamente il ‘Papa buono, il Papa del Concilio Vaticano II’. Ma come interpretarlo ora che le ideologie sono crollate, che ‘errori ed erranti’ hanno preso altre direzioni, non meno aberranti? Si pensi alla tutela della vita umana, rimessa in discussione dall’aborto e dalle biotecnologie, all’accresciuto divario tra Paesi ricchi e Paesi poveri, alla violenza e alle minacce alla pace che si sono incancrenite in ogni continente”, scrive Silvano Spaccatrosi in una nota che sarà pubblicata sul prossimo numero del Sir, in vista della beatificazione di Papa Angelo Roncalli, il prossimo 3 settembre. ” “”Se il mondo – prosegue Spaccatrosi – è cambiato profondamente dagli anni ’60, nulla invece sembra scalfire l’attualità del magistero di Papa Giovanni: necessità di una assoluta fede in Cristo e nella sua Chiesa, faro per tutta l’umanità. Aveva scelto di chiamarsi Giovanni, come il Battista e l’Apostolo, aveva spiegato, i due che erano stati più vicini a Cristo. E fu il programma di un Pontefice che non si sentiva affatto di ‘transizione’: unità nella vita della Chiesa, innanzitutto, compresa quella che viveva separata nell’Oriente, e pace nel mondo. Ed ancora, la sua sfida più ardita, il Vaticano II”. ” “”Per anni, dopo la sua morte – nota ancora il giornalista – quasi un ombra è caduta sulle encicliche di Giovanni XXIII, ‘Mater et magistra’, ‘Pacem in terris’, come se avessero incoraggiato la crescita dei movimenti comunisti e il dissenso nella Chiesa. Nulla di più falso, ha chiarito lo stesso Papa Wojtyla, ricordandolo nei trent’anni dalla morte. Il popolo di Dio aveva già deciso: ora anche la Chiesa, nella sua prudenza, riconosce che Papa Giovanni è stato veramente un ‘grande dono di Dio’ per l’uomo d’oggi”.” “