“Dunque, volete andarvene anche voi?”. Con queste parole di Giovanni nel discorso sul pane di vita, il Papa ha interpellato i quasi due milioni di giovani di Tor Vergata. Volete andarvene anche voi? Erano tanti, infatti, ma non erano tutti. I giovani del mondo, cristiani o no, sono molti di più. D’altra parte anche i pochi possono avere i loro dubbi, le loro difficoltà a credere oggi, ad accettare sino in fondo i contenuti del Vangelo. Giovanni Paolo II non ha taciuto ai giovani questa reale difficoltà. “Nel Duemila – ha detto – credere è difficile, non è il caso di nasconderlo. Ma con l’aiuto della grazia è possibile”. ” ” Si sono chiesti in tanti perché questi giovani pellegrini sono confluiti a Roma da ogni parte del mondo. Le deduzioni più diverse non sono mancate, ma le risposte dei ragazzi sono state più precise. Cerchiamo un mondo più giusto, vogliamo conoscere la verità. Hanno confessato di aver bisogno di certezze per il loro futuro. Ai giornalisti che hanno chiesto come mai non si arrestassero di fronte alle esigenti richieste della morale cattolica, hanno detto: “Siamo venuti ad incontrare una persona, non per conoscere una morale”. E la Persona – hanno precisato – è Cristo! E’ lui che vogliamo incontrare, centro e ispirazione della nostra vita”.” “Si sono poi sentiti dire dal Papa stesso quanto questa Persona non accetti le mezze misure, ma chieda a tutti una dedizione totale, una scelta nella libertà La fede non è imposizione ma “la risposta dell’uomo ragionevole e libero alla parola del Dio vivente”. La fede – ha aggiunto il Papa ricordando l’episodio dell’apostolo Tommaso – “è relazione tra l’uomo e Cristo, una relazione in cui l’uomo riconosce esistenzialmente che Cristo è Signore Dio: non soltanto Signore e Dio del mondo e dell’umanità , ma Signore e Dio di questa concreta mia esistenza umana”. I giovani hanno mostrato di apprezzare con numerosi applausi questa chiarezza. E’ l’incontro con Cristo che essi andavano cercando. Il fatto di sentirsi amati da Dio che li aveva affascinati.” “Poi, è vero, si può parlare anche di altre mediazioni. Il carisma di questo Papa, la gioia di trovarsi insieme, il richiamo della città eterna. Tutto ciò non oscura il cuore di una manifestazione da cui una società scristianizzata – confessiamolo – si è sentita quasi sconvolta. Non si pensava infatti che il vecchio cuore della Chiesa di Cristo fosse ancora così giovane. Non potendo negare l’evidenza, alcuni ipercritici hanno sentenziato sull’effimero, su una manifestazione che non avrà i frutti che ci si aspettano. Tutte cose che è bene mettere in conto. Si sa che i giovani sono anche incostanti, ma ciò non può cancellare il segno evidente di una speranza, di una nuova vitalità della Chiesa e della fede nel mondo, e proprio in Paesi del consumismo e della secolarizzazione. ” “Giovanni Paolo II è stato interrotto nella sua omelia proprio nei punti in cui proponeva ai giovani gli impegni più esigenti e duraturi. Quelli della vita sacerdotale e religiosa. Quando si è riferito alla generosità dei giovani nel donare tutta la loro vita, senza riserve, a Cristo e a servizio dei fratelli. Impegni coraggiosi, che il Papa non ha esitato a proporre, dopo aver già detto nella veglia del sabato sera: “Cari amici, vedo in voi le sentinelle del mattino in quest’alba del terzo millennio”. Ha riproposto la purezza nell’attesa del matrimonio, la reciproca fedeltà dei coniugi, i valori di una vita consacrata e che i giovani si facciano protagonisti della pace nel mondo “per rendere questa terra sempre più abitabile per tutti”. ” “CARLO CAVIGLIONE” “