GMG: MONS. SIGALINI, “I GIOVANI ENTUSIASMANO, I MEDIA DELUDONO”

“I giovani sanno che il pellegrinaggio ha le sue difficoltà. Li abbiamo visti sotto il sole: si spostano a piedi, hanno dormito poco, sono stati dislocati in tante parti di Roma non sempre sufficientemente collegate per giornate come queste. Questi ragazzi stanno dimostrando di essere capaci di sopportare i disagi perché sanno che fanno parte dell’esercizio spirituale che il Papa aveva proposto loro all’inizio della Gmg. Accettando la fatica del camminare, questi giovani dicono di non essersi accomodati su posizioni comode”. A descrivere così i giovani della Gmg in cammino verso Tor Vergata per la grande festa finale, è mons. Domenico Sigalini, responsabile del servizio nazionale per la pastorale giovanile. Nel grande appuntamento di oggi e domani, aggiunge Sigalini, i giovani vogliono “esprimere come popolo e con le caratteristiche proprie del mondo giovanile la loro appartenenza alla storia della Chiesa. Nella grande spianata di Tor Vergata si è riunita tutta l’umanità credente giovanile che prende il testimone della fede per portarla da un millennio all’altro. Rispetto al secolo scorso, le masse dei giovani si stanno riunendo non con le armi ma con la forza del Vangelo da vivere insieme”. “Mai come in questi giorni – afferma ancora mons. Sigalini – i ragazzi hanno capito che essere credenti non è un fatto privato ma un dono che è dato all’umanità per essere vissuto senza barriere”. Critica è infine la valutazione che mons. Sigalini dà alla lettura che la maggior parte dei media ha dato dei giovani della Gmg. “Li hanno descritti male – afferma – perché non hanno saputo cogliere cosa realmente avviene nelle loro vite. Evidentemente il mondo adulto si accontenta di fotografarli così. Ma il messaggio che i giovani danno è: noi ci siamo, se state noi costruiremo un mondo nuovo, altrimenti andiamo sulla nostra strada”. ” “