I giovani della Gmg vogliono condividere con i loro coetanei l’invito del Santo Padre a contribuire “all’edificazione di un mondo nuovo”. Lo hanno detto al presidente della Repubblica italiana, Carlo Azeglio Ciampi che li ha ricevuti oggi in Quirinale. “Desideriamo condividere questo messaggio – hanno detto – con tutti i giovani del mondo e attraverso lei vorremmo consegnarlo idealmente a tutti i giovani italiani che non saranno fisicamente con noi ma con i quali ci sentiamo di condividere attese e speranze”. “Noi crediamo alla pace – hanno proseguito i giovani – noi vogliamo la pace, non come uno slogan da gridare, ma come un’opera da fare: anzitutto attraverso il rispetto della vita di ogni persona, soprattutto la più debole e la più indifesa, dal momento del suo concepimento fino al momento della sua morte naturale; e poi attraverso il riconoscimento dei diritti dei singoli e dei popoli, a cominciare dall’accesso all’educazione e alla cultura, il diritto alla libertà religiosa”. Credere e lavorare per la pace vuol dire per i giovani della Gmg volgere lo sguardo verso “lo sterminato mondo dei poveri” e contribuire alla costruzione di una “più vera giustizia tra gli uomini e tra le genti, che in quest’anno giubilare trova una sua particolare espressione nella remissione del debito estero dei paesi più poveri”. I giovani hanno detto inoltre di credere “nella possibilità di riscatto di ogni uomo e di ogni donna” e quindi dicono no alla pena di morte. Credere e lavorare per la pace significa infine offrire la possibilità di “un lavoro dignitoso per tutti”, battersi “contro ogni sfruttamento, soprattutto dei bambini e dei ragazzi”, lavorare per “la salvaguardia del creato, bene di Dio per tutti e nostra responsabilità verso il futuro” e contribuire al “superamento delle tensioni tra i diversi paesi ed etnie, una pacifica concordia di cui vuole essere un seme la presenza tra noi in piena fraternità di giovani di diversi popoli attualmente in conflitto”.” “