GMG-VIA CRUCIS: LA PREGHIERA DEL CARD. RUINI

La preghiera del card. Camillo Ruini conclude la via Crucis che questa sera si snoda, con la partecipazione di oltre 300.000 giovani, dalla Chiesa di Santa Maria in Ara Coeli fino al Colosseo, mentre il rito coinvolge gli altri giovani delle Gmg in diverse zone di Roma e delle diocesi limitrofe. ” “”Apri, Signore, – invoca il cardinale Vicario di Roma – la nostra intelligenza, orienta e fortifica la nostra volontà e la nostra libertà, perché possiamo comprendere che la tua croce è il dono supremo dell’amore di Dio Padre, è l’espressione perfetta della tua ubbidienza e della tua libertà, è il luogo, fra tutti il più misterioso, il più terribile ma anche il più consolante, nel quale la bontà e la misericordia di Dio si incontrano con la malizia del nostro cuore, con la storia senza fine del peccato, del dolore, della morte”.” “”Contro tutti i dubbi – è un passo della preghiera – , le perplessità, le esitazioni che tormentano il nostro animo e che rendono incerto il nostro cammino, rendici capaci, Signore Gesù, di vedere e di ammirare l’inesauribile fecondità della tua croce, i fiori e i frutti di santità, di amore, di libertà, di giustizia e di pace che sono germogliati e maturati attraverso questi duemila anni di cristianesimo”.” “”Signore Gesù – conclude il cardinale – , questa sera desideriamo chiederti ancora una cosa. La tua croce è inseparabile dalla tua risurrezione. Concedi pure a noi di essere sempre certi, nel profondo del nostro cuore, che anche la nostra morte non è la porta che si chiude, ma che attraverso la morte ciascuno di noi entra con te nella pienezza eterna della vita: questa, Signore Gesù, è la sorte che tu hai riservato a chi crede nel tuo amore”. La Via Crucis delle Gmg solo nel numero delle stazioni – quattordici – corrisponde alla tradizione. Impostata sul tema del martirio e della santità, ad ogni stazione viene proposta, fra l’altro, una testimonianza di giovani che hanno sperimentato nei loro Paesi le persecuzioni contro la fede e i diritti umani. ” “