“Nella città dell’uomo per arricchirsi bisogna prendere, a volte rubare; nella città di Dio bisogna dare”. Lo ha detto mons. Giuseppe Pittau, segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica, che nel tardo pomeriggio di ieri ha guidato nella basilica di San Giovanni in Laterano la veglia di preghiera “Pellegrini del sì”, organizzata dal Centro nazionale vocazioni e proposta soprattutto ai seminaristi. “È Dio che ci chiama – ha detto ancora mons. Pittau, ma non perché abbiamo qualcosa più degli altri o delle qualità speciali, anzi. Il verbo spagnolo ‘querer’, che significa sia volere che amare, lo spiega bene. Dio ci vuole perché ci ama. Ma occorre a nostra volta essere innamorati. Di Gesù, della sua Chiesa, di tutte le persone umane”.” “Alla veglia, che ha visto alternarsi canti, letture evangeliche, preghiere, testimonianze e una sorprendente danza orientale che ha accompagnato all’altare il Santissimo Sacramento, è intervenuto anche l’arcivescovo di Sarajevo, cardinale Vinko Puljic, che, ripercorrendo le tappe della sua vocazione, ha accennato anche alla situazione bosniaca. “Quant’è amaro – ha detto – dover chiedere aiuto quando i soccorritori fanno finta di non sentire e non vedere o addirittura se ne vanno per la loro strada. Tu ci hai detto e ripeti anche oggi, Signore, ‘Date loro voi stessi da mangiare’, ma come possiamo, cosa diamo loro se Tu stesso non rimani con noi?”.” “A giudizio di mons. Luca Bonari, direttore del Centro nazionale vocazioni, “la Gmg può costituire per i giovani un’occasione speciale anche dal punto di vista vocazionale, ma non va dimenticato che dopo questi momenti di ‘risveglio’ c’è da fare un cammino altrettanto importante, perché, se tornando nelle loro parrocchie non trovassero più niente, resterà solo la nostalgia”.” “