“Anche in Lituania, come nel resto del mondo, abbiamo due tipi di giovani: alcuni seguono in modo radicale le scelte della Chiesa, in tutto il campo della morale; altri, invece, pur stando vicino alla Chiesa, percorrono un’altra strada. Ma sono ottimista, perché sono sicuro che anche attraverso queste strade, che possono risultare molto dolorose, il Signore, in un modo o in un altro, porti i ragazzi alla verità”. Padre Ruzgys Juozas, giovane frate francescano, proveniente da Vilnius, è fiducioso sul futuro dei giovani lituani. E’ vero, spiega, “durante il comunismo c’era una vigilanza molto rigida dietro la moralità, soprattutto quella sessuale. Ma dopo il crollo del regime, non essendoci nessun autentico fondamento dietro questa rigidità, era inevitabile che le generazioni cresciute in quel periodo siano oggi alla ricerca della verità. E cercando, a volte, sbagliano”. In questo difficile momento, sottolinea il francescano, il ” nostro compito è quello vivere insieme a loro, di non abbandonarli. Un compito spesso non facile. Dobbiamo cercare – dice – di accettare i loro sbagli, di non condannarli. I problemi dei ragazzi, il loro dolore, la loro gioia, aiutano anche noi a crescere. Non è un rapporto unilaterale. C’è uno scambio che porta frutti per tutti”. Le sfide da affrontare nei paesi dell’ex impero sovietico, rileva ancora padre Ruzgys, sono molte. E fra queste c’è quella del rapporto con la stampa, che tende sempre a confinare come ‘religioso’, e quindi a far passare sotto silenzio, qualsiasi evento che riguardi la Chiesa”.” “