GMG: CIRCO MASSIMO, 350 CONFESSIONALI CON 2000 SACERDOTI

Anche per loro il Circo Massimo è un passaggio obbligato. Sono tanti gli stranieri che attendono pazienti il loro turno, magari più degli italiani, devono aspettare quei sacerdoti che parlano la loro lingua. Particolarmente numerosi i giovani francesi. La realtà in cui vivono – questo è quello che siamo abituati a sentire – è ormai sempre più secolarizzata. Ma la Gmg di Parigi ha dato loro una gioia che non si è ancora esaurita… “Non so proprio se i giovani francesi si confessano meno degli italiani – glissa Laurenne, giovane parigina -. So che è commovente vedere la scena che è davanti ai nostri occhi. Io però – aggiunge sorridendo – non mi confesserò oggi, ho bisogno di molto tempo per fare il conto dei miei peccati… Ma lo farò certamente qui a Roma, prima, che la Gmg si concluda, con un sacerdote francese che conosco”.” “C’è anche un gruppo di pellegrini polacchi: “Da noi – ci spiegano Agata di Varsavia e Maciek di Skierniewice – la confessione è molto importante e sono tanti i giovani che si accostano a questo sacramento con una certa frequenza, orientativamente una volta al mese”.” “Un esempio per noi occidentali? “Secondo me – continua Maciek – il rischio è quello di intendere la confessione semplicemente come un colloquio, piuttosto che come un sacramento. Per quello che posso capire io i giovani dell’Europa occidentale si confessano in modo diverso, tendono a dialogare ma non ad avere un approccio penitenziale nei confronti della Riconciliazione”.” “” “