GMG: IL PAPA IN PIAZZA SAN PIETRO. “COSA SIETE VENUTI A CERCARE?”

“Cosa siete venuti a cercare? O meglio, chi siete venuti a cercare?”. Giovanni Paolo II provoca così la riflessione degli oltre 300mila giovani di tutti i continenti che affollano piazza San Pietro, via della Conciliazione e dintorni. Giovani giunti qui non “solo per ragioni di svago o di cultura”, ma per vivere questi giorni “quasi fossero una settimana di esercizi spirituali”, dove “ritagliare momenti di silenzio, di preghiera, di raccoglimento”, per rinnovare il proprio “Credo”. La risposta all’interrogativo che il Santo Padre reitera “non può essere che una sola: siete venuti a cercare Gesù Cristo che però – aggiunge -, per primo, viene a cercare voi. Celebrare il Giubileo, infatti, non ha altro significato che quello di celebrare ed incontrare Gesù Cristo, il Verbo che si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi”. Da allora, ricorda il Santo Padre, “ogni uomo, che mediante la fede partecipa al mistero di quell’evento, sperimenta in qualche misura tale illuminazione”. I giovani provenienti da tutto il mondo, spiega ancora il Santo Padre, sono venuti per rinnovare dentro di loro “la consapevolezza della dignità dell’uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio”, “a vedere più chiaramente la gloria che è propria del Figlio di Dio e alla quale siamo stati chiamati in lui dal Padre”. E per questo, sottolinea, “occorre che cresca e si consolidi la vostra fede in Cristo”. Fede che il Santo Padre testimonia raccontando la sua esperienza personale, fin dai tempi in cui era bambino, attraverso la guerra, il lavoro, fino al presente, proprio per chiarire che “il cammino di fede passa attraverso tutto ciò che viviamo. Dio – precisa – passa nelle vicende concrete e personali di ciascuno di noi”. “Cari giovani e ragazze – suggerisce il Santo Padre -, non permettete che il tempo che il Signore vi dona trascorra come se tutto fosse un caso”. Egli “conduce la storia dei singoli come quella dell’umanità”. “Non pensate mai – assicura -, di essere ai suoi occhi degli sconosciuti, come numeri di una folla anonima. Ognuno di voi è prezioso per Cristo, è conosciuto personalmente, è amato teneramente, anche quando non se ne rende conto”. Alla fine dell’incontro, verso le ore 21,30, il Papa, guardando, un po’ meravigliato, l’orologio al polso, ha augurato a tutti: “Buonanotte e arrivederci”.