“Possiamo veramente dare con fiducia a questi giovani il testimone dell’ecumenismo. Si ha davvero la percezione che stia nascendo una nuova generazione ecumenica e che si stia diffondendo tra i cristiani una spiritualità dell’unità. I giovani sono i primi a recepirla perché chi percepisce interesse per il Vangelo, avverte quasi immediatamente la bellezza dell’unità”. C’è anche mons. Aldo Giordano, segretario generale del Consiglio delle Conferenze Episcopali europee (Ccee), tra i giovani del VII Forum internazionale dei giovani. Il passaggio del “testimone” avverrà in modo simbolico il prossimo anno a Strasburgo (e non più in Grecia come precedentemente stabilito) nella settimana dopo Pasqua durante l’incontro dei responsabili delle Chiese europee al quale parteciperanno anche 100 giovani. “I giovani – ha detto mons. Giordano – si incontrano molto spontaneamente con i loro coetanei, condividono le stesse esperienze e sembrano avvertire con minor peso il bagaglio della storia. Sono quindi più leggeri e intuiscono più facilmente che camminare insieme è meglio. La speranza è che questa giovinezza, questa nostalgia ed entusiasmo per l’unità non siano soffocati”. “Qui a Roma – ha poi aggiunto mons. Giordano facendo riferimento al Forum – i giovani stanno vivendo un avvenimento ecumenico. Grazie alla presenza di 158 Paesi del mondo, qui emerge il volto di una Chiesa universale che non ha confini. Questa è la Chiesa che ci interessa: una Chiesa dove le diversità sono chiare ma non sono un problema né un ostacolo ma un dono”.” “” “