PADRE PIO IN TV: VIGANO’, “UN SUCCESSO DOVUTO NON SOLO ALLA SUA POPOLARITÀ”

“Padre Pio è una figura popolare, molto amata dalla gente”, ma i quasi undici milioni di ascolti registrati dalla “fiction” televisiva sul frate di Pietrelcina “sono un successo così alto che era difficile prevedere”, e che va ben al di là del grosso seguito che questa figura incontra nella religiosità popolare. Commenta in questi termini don Dario Viganò, responsabile ella Cei per il settore cinema e teatro, gli “ascolti record” della prima puntata televisiva di “Padre Pio”, trasmessa ieri da Canale 5. Viganò esprime un apprezzamento particolare per la sceneggiatura, “molto ben studiata”, che “ha quasi l’andamento del film giudiziario, dell’inchiesta fatta di ricostruzioni e di ‘flashback’ in grado di andare dal padre Pio Anziano, interrogato da un commissario vaticano, alle vicende del protagonista da giovane o da uomo maturo, con continui ed efficaci rimandi. Molto bravo, inoltre, Sergio Castellitto, che introduce anche delle novità nella figura di padre Pio”. Abituati, infatti, spiega il responsabile della Cei, “ad un padre Pio burbero e repressivo, quale quello trasmessoci dall’immaginario della tradizione”, nella fiction televisiva “impariamo a conoscere un padre Pio che richiama continuamente alla gioia della fede, alla necessità di essere felici, quando si sceglie di seguire Cristo”. Il padre Pio televisivo riapre, infine, la riflessione sul rapporto tra sacro e tv: “E’ certamente vero che, oggi, la televisione recepisce la grande domanda di sacro, il bisogno di religiosità che proviene dalla gente. Nello stesso tempo, però, è la televisione che, a sua volta, in una sorta di rapporto circolare, ‘modellizza’ la percezione attuale del sacro. I criteri alla messa in scena televisiva del sacro, in altre parole, diventano il modello stesso in cui l’esperienza del sacro viene vissuta dal pubblico”.