“L’università dev’essere luogo in cui si formano personalità capaci di fare sintesi e di elaborare nuovi modelli di appartenenza” e a questo fine occorre “incoraggiare lo sviluppo delle diversità evitando ogni atteggiamento da nuova crociata cristiana” ha sottolineato Zanella. “Bisogna fondare ogni progetto formativo sulla Parola” ha precisato l’assistente ecclesiastico don Andrea De Carli annunciando l’incontro interreligioso in programma per la serata di sabato 29 sul sagrato della basilica del Santo al quale parteciperanno le comunità ebraica e islamica, il gruppo buddista, i protestanti e gli ortodossi presenti in città. “Le religioni oggi devono costituire un elemento di spinta verso il dialogo e di costruzione di una cittadinanza nuova attivando percorsi di conoscenza e approfondimento culturale” ha detto il sacerdote. E poiché esse, “in quanto tratti fondamentali delle culture sono, e saranno in maniera crescente, elementi chiave per la convivenza” il loro studio “non può rimanere estraneo agli ambienti in cui si formano i professionisti e i cittadini”. Indispensabile, per l’università, anche l’aggiornamento interculrurale dei curricula didattici, nei quali inserire lo studio di lingue e culture straniere, l’apprendimento di metodi comparativi, temi sociali e civili. Infine, promozione di progetti di mobilità interna e verso l’estero per non restare esclusi dai circuiti internazionali della formazione di fronte ai quali l’università italiana risulta penalizzata.