COMO: MONS. MAGGIOLINI, “PIÙ SILENZIO NELLA LITURGIA”

Le persone che si recano a Messa esprimono “una gran voglia di stare in silenzio per recuperare il senso del Mistero” ma purtroppo le liturgie lasciano poco spazio alla contemplazione perché “didascalie, introduzioni, commenti e prediche” occupano “ogni tappa del rito sacro”. Lo scrive il vescovo di Como, mons. Alessandro Maggiolini nella lettera al settimanale diocesano dedicata a “Liturgia e silenzio”. Il vescovo parla del rischio di fare della Messa “una sorta di happening. Una specie di ‘recita a soggetto’ dove vale soprattutto la spontaneità, che non sempre e non necessariamente coincide con il buon senso”. Secondo il vescovo, la Liturgia si riduce spesso in una lunga serie di interventi del prete a cui seguono i lettori, i responsori, i canti e le orazioni dei fedeli. “Una chiacchierata indefinita – scrive Maggiolini – e senza soste. Dopo la predica si vorrebbe parlare con il Signore a tu per tu, a cuore aperto, per rispondere a ciò che Egli ci ha comunicato. Ma l’azione liturgica procede eliminando ogni attesa di contemplazione”. Anche quando “ci si avvicina all’altare – prosegue il vescovo – per la comunione, si desidererebbe ringraziare il Signore ricevuto”. Ma questo purtroppo non avviene perché la liturgia prosegue con “canti e poi ancora con preghiere comunitarie” che lasciano nel fedele il desiderio di “dialogare con il Signore Gesù in una comunione personale”.