Continua il digiuno dei religiosi e delle religiose italiane che aderiscono all’iniziativa del “digiuno a catena” intrapresa da 50.000 persone in 30 città del mondo (tra cui Roma, Lusaka, Madrid, Taipei, ecc.) per chiedere la pace in Congo. La popolazione del Paese africano è vittima, dal 2 agosto ’98, di una “nuova guerra senza immagini e senza racconti”, spiegano i responsabili di “Chiama l’Africa”, “nonostante tra il luglio e l’agosto del ’99 sia stato firmato il cessate il fuoco. L’accordo di pace rimane disatteso così come il voto dell’Onu sull’invio di un contingente di interposizione militare. Ad oggi si contano 5 mila o forse 10 mila morti”. ” “Per denunciare questa situazione “Chiama l’Africa” ha organizzato una conferenza stampa che si svolgerà domani a Roma (ore 11, Chiesa della Natività di Gesù, Piazza Pasquino), durante la quale verrà chiesto agli organismi internazionali ed italiani un maggiore impegno per la risoluzione della crisi in Congo. “Insieme ai martiri e a tutte le vittime innocenti di questi anni – affermano i promotori – chiediamo agli italiani, all’opinione pubblica, ai media e ai politici, di aiutarci a spostare le montagne della sete dell’oro e del potere che causano guerre di pochi che però uccidono tanti uomini e donne. In questo mese di digiuno invitiamo i giornali, le televisioni e le radio a parlare, insieme a noi, della guerra dimenticata in Congo”. Nel corso della conferenza stampa verranno anche ribadite di nuovo le richieste di una moratoria del commercio di armi dell’Italia verso i Paesi in guerra e di maggiori risorse per la cooperazione internazionale.” “” “