SANTA SEDE ALL’ONU: RIMUOVERE LE CAUSE DELLA CRIMINALITÀ

Politiche di sviluppo economico e sociale che abbiano un’incidenza positiva sulla prevenzione del crimine e la lotta alla malavita organizzata, promozione e diffusione nell’opinione pubblica dei valori della dignità e dei diritti della persona umana e programmi di assistenza, protezione e recupero delle vittime del crimine organizzato, in particolare donne e bambini. Queste le strategie di intervento delineate da mons. Dominique Rézeau, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a Vienna, intervenuto al decimo Congresso Onu in corso (Vienna 10-17 aprile) sulla prevenzione del crimine e il trattamento dei delinquenti. “Nel 1998 – ha ricordato mons. Rézeau – circa 4 milioni di donne sono state vittime del traffico internazionale di esseri umani”, nuova forma di schiavitù resa possibile anche “dalla complicità di alcuni rappresentanti delle istituzioni”. “L’assunzione di misure efficaci” contro questo crimine richiede, secondo mons. Rèzeau, “attenzione alle cause economiche, sociali e culturali”, senza la quale “ogni intervento “rischia di essere infruttuoso”. Poiché la natura criminale del fenomeno non consiste soltanto nel disprezzo dei principi dell’ordinamento giuridico, ma anche “nella violazione dei valori umani fondamentali”, occorre “sviluppare una cultura della moralità e della legalità”, con particolare attenzione ai giovani e a coloro che vivono in condizioni di “povertà e disoccupazione”, terreni fertili per la penetrazione delle organizzazioni criminali.