“Il ‘900 ha reso più universale la Chiesa, ma è stato anche un secolo molto doloroso per i cristiani, a causa di violenze, sofferenze e martìri”: così ha aperto stamattina la sua riflessione quaresimale – rivolta agli studenti della Pontificia Università Gregoriana di Roma – Andrea Riccardi, responsabile della Comunità di Sant’Egidio da lui fondata nel 1968, che oggi conta circa 30mila aderenti. Per il Giubileo il Papa ha lanciato una sfida: il recupero dei martiri del ‘900, raccolta dalla Commissione Nuovi Martiri, nella quale lavora anche Riccardi: “In tre anni sono giunte a Roma più di 12mila testimonianze – racconta -. L’affresco che ci si presenta è unico: quello di un’umanità cristiana che ha resistito umile, mite, non violenta, ma allo stesso tempo forte. Non parlo del coraggio di qualche eroe: si tratta di un popolo”. Questa realtà storica, ha proseguito Riccardi “si presenta alla nostra memoria e coscienza: i martiri hanno scelto di non salvare la propria vita, di restare con la propria gente e di perdonare”, lasciando un’eredità impegnativa: “quella di una Chiesa che non si deve sempre difendere in tutto e per tutto. La forza del cristianesimo del ‘900 non è l’arroganza di chi si chiude, ma la debolezza di uomini semplici e peccatori”.” “” “” “