Si apre questa mattina a Bergamo, in Duomo, il processo diocesano di canonizzazione della Beata Paola Elisabetta Cerioli. Si insedia infatti la commissione, presieduta dal vescovo, mons. Roberto Amadei, con il compito di esaminare un presunto miracolo attribuito all’intercessione della Cerioli: la guarigione inspiegabile da un punto di vista medico e scientifico di una suora oggi settantottenne, colpita all’inizio degli anni Novanta da un tumore maligno all’intestino, esteso ed inoperabile. Dopo un periodo di cure e la sentenza senza appello da parte dei medici – “Non c’è nulla da fare” – l’inaspettato miglioramento e la guarigione: il cancro è addirittura scomparso, la massa tumorale, evidente agli esami, alle radiografie, alla tac, non c’è più, come confermano ancora oggi, a distanza di anni, tutti i controlli effettuati.” “La guarigione è avvenuta dopo preghiere e suppliche a Paola Elisabetta Cerioli da parte della suora ammalata e delle sue consorelle dell’Istituto della Sacra Famiglia, fondato dalla Cerioli nel 1858, con il compito di accogliere ed educare i più poveri e in particolare le orfanelle dei contadini (qualche anno più tardi fondò anche l’Istituto maschile). Paola Elisabetta Cerioli è stata proclamata Beata da Pio XII il 19 marzo del 1950. La sua fu una vita esemplare ispirata al Vangelo. Fu sposa e madre (ebbe quattro figli, tre morti in tenerissima età e uno, Carlo, a 16 anni) poi, rimasta vedova e sola, si dedicò interamente ai poveri e al servizio dei più piccoli, destinando a questo le proprie ricchezze. Alle religiose e ai religiosi della Sacra Famiglia (oggi operano con scuole e diverse opere di assistenza in Italia e in altri Paesi del mondo) affidò il compito, sull’esempio della famiglia di Nazaret, di farsi madri e padri dei più indifesi e bisognosi, soprattutto – era la realtà di allora, a Comonte di Seriate, dove visse – nella campagna. Paola Elisabetta Cerioli morì, povera tra i poveri, il 24 dicembre 1865, aveva 49 anni.” “” “” “