ACLI: NON C’È EUROPA SE NON C’È RISPETTO DELLE DIVERSITÀ”

“Se non c’è tessuto sociale e se le societa’ civili non si incontrano, non si costruisce l’Europa”. Paola Villa ha 29 anni, è aclista da 14, ha lasciato il lavoro e l’Italia e da 8 anni vive in Kosovo per assistere i profughi. Intervenuta al XXI congresso nazionale Acli in corso a Bruxelles ha affermato: “Si fa gran parlare di globalizzazione e di new economy, ma l’Europa si costruisce con il coinvolgimento della societa’ civile e l’intervento solidale, oltre che con l’impegno degli Stati”. Secondo Paola Villa, il futuro di un’Europa unita anche nei valori passa per il rispetto delle diversità. “I popoli dei Balcani sono diversi non solo perche’ sono serbi o albanesi o rom o askalia o gorani, sono diversi perche’ sono persone diverse. Un ragazzo che sapeva che sarei venuta a Bruxelles mi ha detto di dirvi che tutte le volte che pensate al Kosovo e a quello che sta succedendo, prima di dare un giudizio dovete pensare a chi, per lo scoppio di una bomba ha visto morire un amico a due metri di distanza”. ” “Al congresso Acli, ha partecipato anche mons. Fernando Charrier, presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali ed il lavoro che ha auspicato la riscoperta del valore del sentire comune e dell’aiuto reciproco nei luoghi di lavoro. ” “