LOMBARDIA: LE ASSOCIAZIONI, “SI FA TROPPO POCO PER LA SALUTE MENTALE”

Milano è all’ultimo posto in Lombardia nell’attuazione da parte delle Asl di centri diurni, centri residenziali di terapia e comunità protette per gli ex pazienti dei 12 ospedali psichiatrici della regione. Oggi in città i posti letto effettivi sono 120 contro un fabbisogno di almeno 413. Di fronte a questo ritardo, le circa 60 associazioni operanti nel campo del disagio psichico in Lombardia, che aderiscono alla “Campagna per la salute mentale”, si sono incontrate ieri ed hanno deciso di lanciare un’inchiesta. L’indagine vuole “verificare – si legge in una nota della Caritas ambrosiana – quanto fatto da istituzioni e aziende sanitarie lombarde per tutelare gli ex pazienti degli ospedali psichiatrici”. Il Comitato promotore della Campagna intende inoltre accertare “la qualità delle nuove collocazioni residenziali degli ex-degenti e soprattutto l’effettivo riuso delle aree e del patrimonio degli ex op per rinforzare la rete di servizi per la salute mentale”. Proprio a questo proposito, le associazioni ribadiscono che “le stesse leggi finanziarie che hanno prescritto la chiusura degli ospedali, hanno vincolato il loro riutilizzo o il valore che rappresentano a finalità e iniziative per la tutela della salute mentale e a vantaggio dei servizi psichiatrici”. Il Comitato critica l’atteggiamento delle istituzioni pubbliche che “a fronte di un disagio così forte non investono risorse per creare le strutture ed i servizi mancanti”. Lo scorso anno il Comitato Promotore della “Campagna per la salute mentale” che riunisce realtà associative e sindacali come la Caritas Ambrosiana, il Movi, Cigl, Cisl e Uil, raccolse 35 mila firme.