PARMA: MONASTERI PIÙ “APERTI” AGLI STRANIERI

“Se la società attorno a noi è aperta disponibile ad accogliere gli stranieri, perché non lo dovrebbe essere la vita consacrata?”. Presenta così padre Cipriano Carini, abate del Monastero benedettino “Giovanni Evangelista” di Parma, il convegno organizzato dal citato monastero dal 28 al 30 dicembre prossimi, sul tema “Comunità internazionali religiose: la formazione”. Una città come Parma, spiega padre Cipriani ricordando com’è nata l’iniziativa, è “sempre più abitata da stranieri in continua crescita” e “pone interrogativi sul come essere segno ed esempio nella società e nella Chiesa. Anche la scelta di attività pastorale fatta dalla comunità di Parma di dedicarsi al problema del dialogo, compreso quello interreligioso, ha spinto all’organizzazione di questo incontro a carattere formativo ed esperienziale”. I monasteri, gli istituti e le comunità religiose, continua l’abate, hanno oggi “una nuova vivacità, proprio con l’arricchimento di vocazioni provenienti da altre nazioni, da altri continenti”. Ma non si tratta, precisa Carini, “semplicemente di cercare vocazioni”, bensì di educare le comunità religiose ad “essere aperte a quel vivere insieme che già il mondo civile ci presenta. Per le strade delle nostre città non incontriamo solo italiani”. Di qui la necessità, per i religiosi di dimostrare “che è possibile vivere insieme volendosi bene”, anzitutto educando alla comunione. Del resto, fa notare l’abate, “in quasi tutte le nazioni dell’Africa, dell’Asia, dell’America del Sud vi è la presenza di tanti istituti, di molte comunità, ma nello stesso tempo gli istituti e le comunità non hanno la possibilità di accogliere tutte le domande vocazionali. Perché – conclude Carini – non aprire le frontiere e permettere a questi giovani di trovare la casa tra le nostre comunità europee?”. ” “” “