“Il nodo centrale in Italia è quello dell’identità: quale identità offrire e quale difendere?”. A rilevarlo è stato il segretario generale del Censis Giuseppe De Rita presentando questa mattina a Roma la ricerca “Children in between”. “In un Paese con un’identità fragile come il nostro – ha detto – si accentua il bisogno di autodifesa e oggi, che occorre misurarsi con la sfida della multiculturalità, bisogna chiedersi se l’istituzione scolastica possa essere veramente un luogo potenziale di incontro”. Ad avviso del ministro della Pubblica istruzione Tullio De Mauro “il progetto di riordino dei cicli” chiede alla scuola “di assumere nuovi standard di cultura e di conoscenze” in un progetto che metta “al centro il bambino straniero con il suo patrimonio culturale riconoscendogli il diritto di crescere secondo i propri ritmi”. Intanto, si legge nella ricerca, soltanto in Belgio, Francia e Svezia esistono specifiche misure per l’apprendimento da parte dei minori immigrati, o nati da immigrati, della propria lingua d’origine. Costituzione di una commissione intergovernativa europea, armonizzazione dei criteri di rilevazione statistica dei minori immigrati, monitoraggio dei loro ingressi e della concessione della cittadinanza del Paese di accoglienza, monitoraggio del loro benessere e delle capacità linguistiche e di espressione: questi i suggerimenti formulati dal Censis. Agli Stati nazionali l’Istituto propone l’aggiornamento dei testi scolastici con l’inclusione di elementi di tipo interculturale, la formazione continua dei docenti, la realizzazione di programmi di scambio tra studenti, la definizione e lo sviluppo della figura dei mediatori culturali.