MONS. NICORA: IL VERTICE DI NIZZA NON È STATO UN INSUCCESSO (2)

Per mons. Attilio Nicora, al termine del Consiglio europeo di Nizza “riappare la grande crisi spirituale e culturale che erode dal di dentro le nazioni europee e la progressiva frammentazione della comune identità, la quale, inoltre, non è più stimolata dal di fuori dalla necessaria contrapposizione al blocco sovietico. Se non di ‘euroscetticismo’ si può poi parlare di tiepidezza di alcune aree, quale l’anglosassone e la scandinava, che è presente fin dall’inizio della loro adesione alla Comunità. Appare infine un certo calo di statura culturale-politica degli stessi ‘leader’ europei: per un Kohl che esce di scena non è facile trovare una sostituzione di pari valore”. ” “Quanto alle prospettive di allargamento dell’Unione, ad avviso di Nicora “le nuove adesioni si verificheranno in ogni caso, perché indietro non si può tornare: sarà piuttosto un problema di modi, di tempi, di flessibilità nella verifica delle condizioni e, alla fine, anche di ‘spirito’: indubbiamente, un conto è ‘subire’ un fenomeno, un conto semplicemente ‘sfruttarlo’ per qualche utilità che può far intravedere, un conto ‘volerlo’ nel quadro di convinzioni alte, che creano legami più veri di amicizia, di solidarietà, di collaborazione, di accettazione delle fatiche comuni e favoriscono il superamento delle tentazioni del nazionalismo ripiegato e sterile”.” “Nello stesso numero del Sir anche il presidente della Commissione degli episcopati della Comunità europea, mons. Josef Homeyer, vescovo di Hildesheim in Germania, analizza gli esiti del vertice di Nizza.” “