FAME NEL MONDO: CIVILTÀ CATTOLICA, “EPPURE LE RISERVE ALIMENTARI SONO ABBONDANTI”

Un “flagello che ha accompagnato l’umanità per tutta la storia, ma che diventa scandalo intollerabile in un’epoca in cui non mancano né gli alimenti né i mezzi per farli giungere alle popolazioni colpite”. Della fame nel mondo tratta nell’ultimo numero di “Civiltà cattolica”, in prossima uscita, il direttore, padre Gianpaolo Salvini. Una denuncia resa più dura dal paradosso per il quale “il numero delle persone sovralimentate sta ormai raggiungendo quello degli affamati”, un miliardo e 200 milioni. Asia meridionale e Africa subsahariana gli scenari in cui il fenomeno della denutrizione si presenta con maggiore drammaticità, eppure, annota Salvini, “tutti gli osservatori concordano nel dire che oggi le riserve alimentari mondiali sono abbondanti e sufficienti per sfamare l’umanità”. La vera causa della fame, precisa, “non è la mancanza di cibo, bensì la povertà” che impedisce la produzione o l’acquisto di alimenti e impedisce l’accesso alle cure mediche favorendo malattie che inibiscono l’assorbimento delle sostanze nutritive. La povertà “colpisce ovunque in particolare le donne” che pur “essendo i veri pilastri dell’alimentazione familiare”, hanno “scarso accesso alla proprietà della terra, al credito e ai corsi di formazione in campo agricolo”. La situazione “è più grave dove la proprietà della terra è concentrata in poche mani e dove sono stati imposti piani di ‘risanamento’ a causa del debito estero”. Ad avviso di padre Salvini il vero rimedio consiste allora nel consentire ai poveri di “disporre del necessario potere d’acquisto o di un pezzo di terra da coltivare”, ma anche nella liberazione dei ricchi “da abitudini eccessivamente dispendiose” per portare “libertà agli altri, che potranno così sottrarsi al devastante flagello della fame”, come richiamato da Giovanni Paolo II nel messaggio per la Giornata mondiale dell’alimentazione svoltasi lo scorso 16 ottobre.