Un “passo indietro”, compiuto attraverso “un colpo di mano” da parte del Parlamento, che “pur di avere voti e di illudere la gente non esita a fare passi indietro”. E’ molto duro il giudizio che Donata Micucci, presidente dell’Anfaa (Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie) dà della nuova legge sulle adozioni, approvata oggi dal Senato e ora in attesa del responso della Camera. Tra le novità della legge, l’innalzamento a 45 anni della differenza tra figli e genitori adottivi e la possibilità di accedere alle adozioni anche per le coppie di fatto, che potranno adottare un bambino se accetteranno di sposarsi (accertando almeno tre anni di previa convivenza). Il testo legislativo, secondo l’Anffa, “non fa che peggiorare pesantemente l’adozione dal punto di vista del bambino”, e in particolare” illude gli adulti facendo credere loro che, con le nuove regole, avranno più possibilità di ottenere un’adozione, mentre il numero dei bambini dichiarati adottabili, in Italia, rimane sempre lo stesso”. L’unico effetto di questa legge, qualora venisse approvata alla Camera, è per Micucci il fatto che “aumenterà il numero delle pratiche per i Tribunali dei minorenni, il cui ‘super-lavoro’ si rivelerà inutile e li distoglierà da alcune importanti attenzioni di cui i magistrati devono farsi carico, come l’individuazione dei bambini in stato di abbandono, la situazione dei ricoveri in istituto e l’accompagnamento e il sostegno delle famiglie in procinto di adottare un bambino”. L’aumento del limite d’età dei genitori, in particolare, secondo l’Anfaa “renderà sempre più difficile l’adozione per i bambini più grandi, per quelli negli istituti o per quelli con handicap, mentre per le coppie ‘attempate’ comincerà la corsa ad adottare il bambino piccolo”. Per quanto riguarda le coppie di fatto, infine, “mi chiedo – commenta Micucci – come, chi, e su quali basi si potrà accertare la convivenza pregressa”.