La “brusche entrate dei genitori” nella vita sentimentale dei propri figli sono “interventi maldestri che determinano la formazione di quei fossati tanto difficili da colmare, di cui i genitori si lamentano spesso e volentieri, non rendendosi conto che il più delle volte essi stessi hanno contribuito a scavare attraverso atti privi di sensibilità, sia pure perpetrati nella massima buona fede”. Domenico Barrilà, sull’ultimo numero di “Famiglia oggi” (da oggi in circolazione nelle librerie), invita il mondo degli adulti ad una maggiore sensibilità e cautela, quando si tratta di intervenire sull'”educazione sentimentale” degli adolescenti. Ciò che succede nella sfera dell’affettività, avverte infatti lo psicologo, ha un’incidenza molto rilevante sulla costruzione dell’identità dei ragazzi: “Se un giovane percepisce di essere inadeguato alla vita sociale, uno smacco nel registro sentimentale può assumere conseguenze anche assai drammatiche”. Il “timore del giudizio”, in altre parole, esercita sui giovani una pressione molto forte, di cui spesso gli adulti non si rendono conto a sufficienza: “Non è raro sentire genitori lamentarsi degli sbalzi d’umore dei propri figli, talvolta repentini e sganciati da qualsiasi spiegazione logica, ma è difficile immaginare la quantità di stress che implica nella vita di una ragazza o gi un ragazzo la gestione di un collaudo sociale complicato come quello legato all’area sentimentale”. Se, conclude allora Barrilà, “la vita sentimentale possiede origini e finalità strettamente connesse con l’esercizio della vita comunitaria”, occorre far capire ai propri figli che “oltre alla pura capacità di cooperazione e di sentire il mondo dell’altro”, l’affettività offre “la possibilità di condividere e scambiare con altri individui emozioni e sentimenti, costruendo legami duraturi”. ” “” “