Gli Stati Uniti si stanno interrogando sul significato di una “presidenza del cinquanta per cento”, ma l’Unione Europea sembra non uscire dalla sua nevrosi istituzionale. Il vertice di Nizza rischia infatti seriamente di essere un’occasione mancata. Tra governi claudicanti ed esecutivi più forti, ma interessati più a difendere il punto di vista nazionale che a farsi carico di un progetto di sviluppo europeo, il risultato sembra a somma zero. ” “L’allargamento, che pure è una prospettiva inevitabile, spaventa. Così le riforme istituzionali, che sono essenziali per potere gestire l’allargamento, diventano impossibili per il gioco di veti e appetiti incrociati. E’ il più classico schema dell’impasse politica: mentre sarebbe necessaria una decisione chiara e responsabile, il meccanismo decisionale risulta strutturalmente inceppato.” “Per sbloccarlo occorrerebbe una forte iniziativa politica. Ma, come ben sappiamo e da diverse parti si lamenta, è proprio la grande politica, fatta di obiettivi lungimiranti e di scelte impegnative e responsabili, a latitare ormai da diversi anni. Così l’orizzonte europeo si abbassa alla gestione amministrativa, pur così difficile, come dimostra da ultimo la vicenda della “mucca pazza” e la politica si restringe ad un quadro nazionale sempre più precario.” “Il punto è che l’allargamento non si può gestire come una mera questione di ingegneria istituzionale, quasi si dovessero ridistribuire quote azionarie in un consiglio di amministrazione più affollato. Ma come coinvolgere veramente l’opinione pubblica? Le domande si moltiplicano. Non si dimentichino le poverissime percentuali dei votanti per il parlamento europeo. E i limiti, che l’opinione pubblica cattolica ha coraggiosamente messo in evidenza, della Carta Europea dei Diritti, un documento privato di radici nell’identità storica dell’Europa e dunque incapace di scelte coraggiose per lo sviluppo sui temi cruciali della famiglia e della vita.” “Le istituzioni europee, in particolare parlamento e commissione, sembrano consapevoli dei problemi, ma la loro rispettiva capacità di iniziativa politica è ridotta.” “Ma un traguardo concreto c’è, ed è imminente: l’euro nelle tasche di oltre duecento milioni di cittadini. Certo anche la moneta unica ha le sue traversie e il suo valore si misura a centesimi di dollaro. Tuttavia, anche se questi problemi si manterranno, di fronte ad una congiuntura economica che non si profila più espansiva nemmeno negli Stati Uniti, sarà un passaggio di fortissimo impatto. Che, a più forte ragione, reclama una sponda politica adeguata. Allargamento e riforma istituzionale si possono rinviare, ma si dovranno comunque affrontare. L’Europa, sulla soglia dei cinquant’anni, deve cominciare a diventare adulta.” “” “” “