“Spero tanto che il Signore mi conceda di essere presto tra voi, in terra ucraina, per annunziare con tutti i cristiani il desiderio comune di trovare in Cristo la risposta alle inquietudini dell’uomo”. Giovanni Paolo II aspetta come “un vero dono spirituale” la visita apostolica che compirà in Ucraina dal 21 al 24 giugno 2001. Lo ha confessato personalmente questa mattina ai vescovi della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, guidati card. Myroslav Ivan Lubachivsky, arcivescovo Maggiore di Lviv, giunti a Roma per celebrare il Giubileo. Il Papa ha ricordato “le sofferenze e la croce” conosciute da questa Chiesa quando, nel 1946, il “crudele regime ateo ha decretato la sua soppressione”. Una Chiesa che ha vissuto l'”esperienza dolorosa delle catacombe”. Ma ora, ha incoraggiato il Papa, “si deve guardare avanti”, “l’impegno ad edificare la Chiesa incombe e appassiona”. I Pastori della Chiesa ucraina sono infatti impegnati nella realizzazione di un progetto pastorale e il Papa ha indicato loro precise linee di lavoro: “L’esperienza delle vostre singole eparchie – ha spiegato – deve essere convogliata in un disegno comune, in un progetto globale”. Esigenza primaria, ha proseguito, dovrà essere quella della “catechesi e della formazione teologica nella linea della vostra tradizione ecclesiale orientale”. Importante sarà non dimenticare il “ruolo attivo dei laici”. (segue)