Il settimanale “Gente Veneta” della diocesi di Venezia è in edicola con una serie di dichiarazioni e commenti a un “finto documento” della Commissione famiglia della Cei, dal titolo “Sul matrimonio nella comunità”. Il “trucco”, come spiegano i giornalisti di “Gente Veneta”, è stato quello di sottoporre il testo, in apparenza ufficiale, a ignari preti e laici, per stimolarli a riflettere a ruota libera su alcuni eccessi tipici dei matrimoni odierni: cerimonie sfarzose, abiti e addobbi di lusso, inviti “selezionati”, regali agli sposi di elevato valore commerciale. Tutti aspetti che hanno trovato negli interlocutori una reazione franca: “Vivo con grande sofferenza certe situazioni durante i matrimoni”, ha detto un prete, ricordando che “un parroco particolarmente rigido rischia oggi di trovarsi in una posizione scomoda, poiché c’è sempre la scappatoia della chiesa vicina, del parroco vicino, magari più accondiscendente …”. Un laico sposato, interpellato dal giornale, concorda con la proposta contenuta nel “finto documento” che l’invito al ricevimento sia esteso a tutti i membri della comunità parrocchiale, compresi anche i poveri, per far comprendere che il matrimonio non è solo un fatto privato ma comunitario. Secondo un altro parroco ormai “nessuno, né i fedeli più vicini né i ‘lontani’ è esente dalla tentazione del matrimonio-spettacolo, così è bene che si cominci a parlarne e che si dica chiaramente qual è la posizione della Chiesa”.