CONCILIO VATICANO II: MONS.SCOLA (LATERANENSE), “SERVONO LUOGHI DI AMICIZIA CRISTIANA VERA”

“La recezione del Concilio è tuttora in fase di attuazione”. Lo afferma in un intervista che verrà pubblicata sul prossimo numero del Sir mons. Angelo Scola, vescovo emerito di Grosseto e Rettore della Pontificia Università Lateranense, secondo il quale “il metodo di vita cristiana” proposto dal Concilio, cioè “la modalità di proposta di Gesù Cristo come contemporaneo agli uomini di ogni tempo e situazione”, “dovrebbe trovare più maturo approfondimento nelle diocesi, parrocchie, associazioni e movimenti”. “Sarebbe necessaria una decisa assunzione del metodo della vita cristiana – osserva -, che consiste nel saper investire, secondo i contenuti proposti dal Concilio, attraverso la proposta di Gesù Cristo, le due dimensioni costitutive dell’esistenza quotidiana dell’uomo: gli affetti e il lavoro. In che modo? Suscitando, negli ambienti della vita quotidiana degli uomini (quartiere, fabbrica, scuola, parrocchia…), luoghi di amicizia cristiana vera, espressioni visibili e documentate di comunità cristiana, nelle quali la libertà di ogni uomo possa realmente incontrare Cristo e sperimentare la sua decisività nella vita di tutti i giorni”. Ad avviso di mons.Scola “qualunque applicazione conciliare deve fare i conti con la fragilità di tutti i fedeli. Una recezione compiuta del Concilio esige un impegno simultaneo di tutti i cristiani in prima persona, dal semplice fedele fino al supremo pastore, ed esige il coinvolgimento di tutte le Chiese particolari”. Per mons. Scola oggi la Chiesa “ha bisogno di persone che documentino con trasparenza, nella loro vita, che seguire Cristo significa essere liberi davvero. Abbiamo bisogno di testimoni”.