“Per una causa giusta, e se servono a fare in modo che i governi facciano qualcosa di più, tutti i contributi sono benvenuti. Però è importante ricordare sempre di voler servire i poveri e non servirsi dei poveri”. Lo ha detto al Sir Luca Jahier, segretario del Comitato ecclesiale per la riduzione del debito estero, intervenendo a proposito del polemizzato intervento di Jovanotti al Festival di Sanremo, che dal palcoscenico ha lanciato un appello al governo italiano per cancellare il debito che grava sui Paesi poveri. Jahier riconosce il grosso impatto che i cantanti hanno sull’opinione pubblica: “Se si fanno carico di battaglie sociali siano benvenuti. Speriamo solo che tutto questo serva a far ripartire gli impegni assunti dai governi al vertice dei G7 a Colonia e che non si fermi alla polemica di questi giorni”. Certo, osserva Jahier, “il governo ha manifestato finora delle buone intenzioni ma deve passare ai fatti”. Il primo passo, ricorda, è “l’approvazione e il miglioramento, in tempi brevi, del disegno di legge presentato a dicembre”. Tra i possibili miglioramenti Jahier ne evidenzia due: “Che sia espressamente prevista, nel testo legislativo, l’esistenza di meccanismi di conversione del debito e che le misure unilaterali di cancellazione vengano collegate ad iniziative più ampie di lotta alla povertà, trovando i modi per investire le risorse in progetti di sviluppo. Altrimenti, se si cancellasse il debito e poi si aprisse alla possibilità di nuovi crediti, magari per l’acquisto di armi, tutto ciò non servirebbe niente”.