BINGO: COZZOLI (TEOLOGO), “LE PROSPETTIVE OCCUPAZIONALI NON LO LEGITTIMANO”

“Le prospettive economiche per lo Stato ed occupazionali per la società che questi giochi di massa promettono e garantiscono non valgono a legittimarli”. E’ il parere di mons. Mauro Cozzoli, teologo moralista alla Pontificia Università Lateranense, che commenta al Sir la recente introduzione in Italia del gioco del bingo e relative prospettive occupazionali (si parla di 50.000 nuovi posti di lavoro e dell’apertura di 1.000 sale nel giro di 4-5 anni). Secondo mons. Cozzoli “il prezzo sociale e morale non può essere posposto a quello economico. Non sono in gioco soltanto profitti e risultati ma anche e prima di tutto valori e fini che non è lecito dimenticare e disattendere”. Questa “escalation” di nuovi giochi, osserva il teologo, “preoccupa non poco. Anzitutto perché molta gente, giovani in particolare, sperperano in gioco rilevanti e crescenti somme di denaro, che viene sottratto così a scopi e interessi primari”. In secondo luogo, aggiunge, “questi supergiochi di massa contribuiscono ad alimentare il culto del denaro, con la prospettiva delle vincite che promettono”. Inoltre, afferma, “con l’enorme quantità di denaro che rastrellano per devolverlo nella mani di pochi ‘fortunati’, ormai di gioco non hanno niente”. Al contrario, sottolinea, questi giochi diventano “deresponsabilizzanti e diseducativi. Con l’illusione della vincita facile e ingente e le forme di coazione a ripetere che inducono, dirottano le coscienze dal senso del lavoro come fonte normale di guadagno e del risparmio come riserva di beni utili per sé e per gli altri”.” “” “