“Il Giubileo degli Artisti non sarà una kermesse, ma un evento di meditazione interiore, di umanesimo, di ricongiunzione del mondo della Chiesa e del mondo dell’arte”. In particolare, la celebrazione di domani 18 febbraio, manifesterà “l’esigenza di un nuovo umanesimo e l’esigenza della nuova evangelizzazione”. Il tutto all’insegna della “semplicità, attraverso la quale passa la vera bellezza. Perché solo attraverso un ritorno all’interiorità si riesce a superare la cultura dell’effimero”. Sono queste le linee guida del Giubileo degli artisti, illustrate questa mattina, durante una conferenza stampa, dal segretario della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e della Commissione artistico-Culturale del Grande Giubileo dell’Anno Duemila, padre Carlo Chenis. Un Giubileo che comincia questa sera con una celebrazione nella Chiesa di Santa Maria sopra Minerva e culmina domani con la Santa Messa nella Basilica di San Pietro, presieduta dal card. Roger Etchegaray, che si concluderà con un intervento e la benedizione del Santo Padre. Per questo pellegrinaggio giungeranno a Roma oltre tremila artisti da tutto il mondo. Fra i nomi più illustri, lo scultore Venancio Blanco, la pittrice Emìla Nadal, i pittori padre André Gence e mons. Friedhelm Hofamman, il regista Krzysztof Zanussi, il compositore Ennio Morricone, il pittore e artista musivo Ivan Rupnik. Parlando della preparazione di questo appuntamento giubilare, il giornalista Sergio Zavoli ha osservato che “per comunicare dal punto di vista artistico e culturale un evento come il Giubileo”, occorreva giudicarlo “per i valori universali che esso esprime”.