GIUBILEO: LA “PRIMA VOLTA” DEGLI SLOVACCHI

“Essere testimoni coraggiosi di Cristo nel famiglia, nel luogo di lavoro e nella società”, perché non sarebbe possibile “conservare l’identità cristiana di un popolo, se negli ambiti più importanti della sua vita venisse a mancare la testimonianza coerente e coraggiosa, capace di arginare i pericoli sempre in agguato del compromesso, dell’edonismo e del secolarismo”. E’ l’invito rivolto questa mattina da Giovanni Paolo II a 5000 pellegrini della Repubblica Slovacca, giunti in piazza San Pietro per celebrare il Giubileo, accompagnati dal presidente della Repubblica Slovacca , Rudolf Schuster, e dal presidente della Conferenza Episcopale locale, mons Rudolf Balaz. Un pellegrinaggio nazionale a forte impronta ecumenica. ” “Del gruppo facevano parte rappresentanti delle Chiese cattoliche di rito bizantino-slavo, della Chiesa Evangelica e delle altre confessioni cristiane presenti in Slovacchia. Ricordano il pellegrinaggio da lui compiuto in Slovacchia 5 anni fa, il secondo dopo la breve visita compiuta a Bratislava nell’aprile del 1990, il Santo Padre ha sottolineato che nonostante “lunghi anni di oppressione comunista”, la “preziosa eredità” del Vangelo che gli slovacchi custodiscono non è stata “distrutta, anche se le difficoltà sono state veramente grandi. Ora – ha proseguito il Papa – è il tempo della rinascita spirituale; l’ora della primavera della speranza, dopo l’inverno dell’ateismo militante”.” “E’ la prima volta nella storia contemporanea, ha fatto osservare il presidente della Repubblica Slovacca, che “agli slovacchi è stata concessa la possibilità di venire a pellegrinare nella Città eterna per l’Anno Santo. Roma è stata per noi inaccessibile per lungo tempo. Negli Anni Santi del 1950 e 1975. Anche durante lo straordinario Anno Santo della Redenzione 1983-84, quando il mondo era ancora diviso dal sipario di ferro attraverso il quale non era facile passare all’altra parte e quelli che ci sono riusciti non potevano tornare più indietro”.” “” “” “