“Ricordare Bachelet a vent’anni dalla morte significa anche prendere atto del persistente deficit di laicità dei cattolici italiani e trarre da questa consapevolezza l’impulso per continuare sulla via da lui tracciata in anni ormai lontani”. Così lo storico Giorgio Campanini commenta il tema del convegno “L’insegnamento di Vittorio Bachelet vent’anni dopo: giustizia e garanzie nei rapporti con le istituzioni”, organizzato dall’Associazione Vittorio Bachelet e dall’Azione cattolica l’11 e il 12 febbraio, a Roma (palazzo della Cancelleria), per ricordare la figura del magistrato ucciso dalle Brigate Rosse il 12 febbraio del 1980; al convegno parteciperà anche il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. A proposito della “scelta religiosa” che l’Azione cattolica ha compiuto proprio sotto la guida di Bachelet, Campanini osserva che essa “ha rappresentato il frutto della nuova consapevolezza del laicato italiano dopo il Concilio Vaticano II: era finito, doveva finire, il tempo delle commistioni; e doveva iniziare, e di fatto iniziò, il tempo della distinzione degli ambiti e dei percorsi, per evitare l’infeudamento della Chiesa alla politica, ma nello stesso tempo l’insignificanza di una politica abbandonata a se stessa e privata della sua ispirazione religiosa e ideale”. Le successive vicende del movimento cattolico in Italia, conclude Campanini, “dovevano rivelare quanto importante fosse questa alta lezione, purtroppo solo in parte recepita e assimilata”. Il convegno su Bachelet sarà concluso da Paola Bignardi, presidente nazionale dell’Azione Cattolica. “”” “”” “”” “””