RAPPORTO EURISPES: “L’ITALIA DI ZENO, INCERTA, DISORIENTATA, CONFUSA”.

Usa il personaggio sveviano di Zeno Cosini il rapporto dell’Eurispes – presentato oggi a Roma – per descrivere l’Italia del 2000, “incerta, disorientata, disillusa”. “L’Italia zeniana lastrica il suo cammino di buoni propositi, puntualmente disattesi – dice nell’introduzione Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes -. Dalla società alla politica, dalla cultura alla quotidianità, il sistema Italia ondeggia, si impaccia, mantenendo tuttavia la tradizionale andatura fintamente disinvolta”. Si verifica quindi “un’effettiva assenza nel breve periodo di soluzioni e di proposte concrete”, un Paese “pericolosamente vicino all’inerzia, perché ancora alla ricerca di una credibile leadership politica”. Per l’Eurispes i principali “blocchi” che condizionano la crescita economica e civile sono “la politica, il sistema delle comunicazioni di massa, le nuove tecnologie”. La politica, in quanto l’Italia “appare in balìa di una classe politica balbettante”, “incapace di elaborare un minimo di progettualità, tendenzialmente autoreferenziale”, mentre sono cresciuti “i sindacati, la magistratura, i mezzi di comunicazione di massa”. I mass media, denuncia poi il rapporto, sono diventati “un potente strumento di destrutturazione e distruzione del senso”, sempre “meno interessati al fruitore come cittadino e sempre più interessati al fruitore come consumatore”. Riguardo alle nuove tecnologie, spicca la contraddizione tra “la pretesa della scienza di poter spostare all’infinito il confine della conoscenza” di fronte “all’inconciliabilità dei suoi successi con la stessa condizione umana”. In questa complessità da imparare a gestire, osserva l’Eurispes, “serve il superamento della ‘fast life’, di quella frenesia artificiosa che fagocita sapori e colori vitali”. (segue)” “” “