“Si afferma che nei testi del Concilio si sarebbero raggiunte solo vuote formule di compromesso e a seconda della propria posizione teologica ci si schiera con l’uno o l’altro approccio. Ma così facendo si svaluta in definitiva il Concilio Vaticano II, si scardina e si considera indifferente quell’unità che è stata raggiunta”. Con queste parole mons. Angelo Scola, rettore della Pontificia Università Lateranense ha aperto questa mattina i lavori del Convegno Internazionale di studio su “L’Università del Laterano e la preparazione del Concilio Vaticano II” organizzato dal Centro Studi e Ricerche sul Concilio Vaticano II. ” “Mons. Scola ha ricordato che il Concilio si chiuse con un appello “sulla necessità di promuovere ulteriormente la conoscenza e l’applicazione del Concilio sia nella lettera che nello spirito”. “Parlare di recezione oggi – ha aggiunto il Rettore della Lateranense – significa mettere in campo un approccio più globale di quello implicato dal concepirlo unicamente in termini di applicazione”. “La recezione – ha continuato mons. Scola – può essere definita come il processo con cui una comunità cristiana – pastori e fedeli- con l’assistenza dello Spirito Santo, accetta come elementi autentici della fede cattolica e apostolica nuove comprensioni del messaggio cristiano proposto nella Scrittura e tradizione viva della Chiesa, e le riconosce come un bene per sé”. ” “