Come di consueto, la prolusione del card. Camillo Ruini al Consiglio episcopale permanente è stata anche l’occasione per fare il punto sulla situazione sociale e politica del Paese. “Restano aperti – ha notato al riguardo il card. Ruini – i problemi sostanziali della società italiana, a cominciare, in vaste aree geografiche, da quelli del lavoro e della disoccupazione”. Il cardinale ha ricordato inoltre “gli eventi luttuosi legati all’immigrazione irregolare”. Ma ha posto soprattutto l’accento sul problema della denatalità “che purtroppo continua e forse ancora si aggrava, costituendo da tempo un nostro triste primato”. Tale situazione, ha detto Ruini, “ci rende avvertiti riguardo a quel che può comportare la disgregazione della famiglia. Questa è la ragione per la quale non ci stanchiamo di raccomandare che, anche sul piano legislativo e amministrativo, la famiglia fondata sul matrimonio sia riconosciuta nella sua propria fisionomia, sostenuta e tutelata”. Inoltre il cardinale ha ribadito il no alla “liberalizzazione della droga”. Mentre, a suo avviso, sarebbe importante che le istituzioni proseguissero sulla “via delle riforme, non soltanto istituzionali” attente, però, a non compromettere quei “traguardi di giustizia, promozione umana e diritti sociali che generazioni di italiani di sono guadagnati”. Il presidente ha parlato anche di Bettino Craxi: “Ricordiamo – ha detto – con gratitudine non solo l’apporto decisivo che egli ha dato all’Accordo di revisione del Concordato, ma anche il suo contributo alla causa della libertà, e di fatto al mantenimento della pace”. Tuttavia “non per questo vogliamo ignorare i lati oscuri del suo operato. La sua morte, e le reazioni che essa ha suscitato, hanno evidenziato però quanto si sia ancora lontani da un’interpretazione equa e sincera, e perciò anche suscettibile di essere condivisa, della nostra storia recente e delle sue implicazioni per il presente e il futuro della nazione”.” “” “