“Mi sento piccola ed insignificante di fronte a questa città che non so definire, tanto è speciale, straricca di storia, di arte e di cultura, di benedizioni, perché abbraccia come uno scrigno prezioso il cuore pulsante della vita cristiana universale”. Lo ha detto Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, ricevendo questa mattina a Roma la cittadinanza onoraria che il Consiglio comunale della capitale le ha conferito alla unanimità per “la cultura di pace e unità che sgorga dall’esperienza del Movimento dei Focolari”. “Roma – ha detto Chiara Lubich – non la si riconosce più e, oggi in particolare, anche per la speciale cura con cui è stata abbellita esternamente, a gioia dei molti pellegrini del mondo che la visiteranno in quest’anno giubilare. Certo – ha proseguito la fondatrice dei Focolari – come in tutte le cose di questa terra, le ombre non possono mancare e qualcosa si può sempre aggiungere, per rispondere a nuove situazioni, a nuovi problemi che l’evolversi stesso della convivenza crea”. Da qui, l’invito a “dedicarci d’ora in poi a questa città più e meglio”. Ma Roma ha soprattutto bisogno di “una rivoluzione d’amore” perché “diventi per il mondo quel braciere di fuoco e di luce che non può non essere, se deve cooperare a portare in esso l’unità”. “Bruciamo dal desiderio – ha concluso Chiara Lubich – che, chi vede Roma, possa dire dei suoi cittadini quello che si affermava dei primi cristiani: ‘Guarda come si amano e l’un l’altro è pronto a morire. Perché è con parole come queste, che la nostra città potrà incoronarsi dell’aureola più consona alla sua altissima vocazione”.